Medienspiegel

LaRegioneTicino vom 14. Oktober 2011 (pdf)
Il Premio Schiller 2011 oggi alla Mostra del libro di Mendrisio.

Il gol di Pedro Lenz

Sicuramente sono stati in diversi a storcere il naso alla notizia dell’assegnazione del Premio Schiller 2011 a un’opera scritta in svizzero tedesco. Pedro Lenz infatti ha adottato per la stesura del suo primo romanzo quella che da molti è ancora considerata una lingua solo a metà, se non ’semplicemente’ un dialetto.
Eppure Der Goalie bin ig, scelta linguistica a parte, ha tutte le carte in regola per essere un romanzo come un altro, come dimostra la traduzione in italiano del libro, da alcune settimane in commercio con il titolo In porta c’ero io! (Gabriele Capelli Editore, Mendrisio). Protagonista del romanzo di Lenz – che nella Svizzera tedesca gode dello status di celebrità, anche grazie a un aspetto fisico che non passa proprio inosservato – è Gol, un ex tossicodipendente che ritorna al proprio paese dell’hinterland bernese dopo avere scontato una pena di un anno nel carcere di Witzwil.
Siamo negli anni Ottanta, quelli che videro la piaga dell’eroina abbattersi anche nei luoghi più discosti della Svizzera, e che dai televisori proiettarono lo scandalo del mercato a cielo aperto zurighese (sono i tempi di Platzspitz, poi Letten) nei salotti di mezzo mondo.
Il rientro di Gol nella quotidianità lasciata un anno prima è tutt’altro che facile, nessuno sembra avere sentito davvero la mancanza di Gol, così come nessuno sembra volersi chinare sui motivi che lo hanno portato in carcere.
Gol cerca di ricostruirsi una vita, innamorandosi della cameriera Regula, convincendo l’amico Ueli a disintossicarsi e infine trovandosi un lavoretto temporaneo in una tipografia. Ma la strada è in salita, il desiderio di farsi ancora una volta sempre dietro l’angolo, gli amici mai sinceri fino in fondo. Nonostante un plot che potrebbe sembrare grigio, il libro è vivo e scattante, pieno di riflessioni in bilico fra il geniale e il paranoico, divertente e molto, molto umano.
La storia di Gol infatti, è quella di quei piccoli protagonisti destinati all’oblio, se non all’emarginazione, se non ci fosse uno come Lenz a raccontarne la vita. La vita dei semplici, d’altronde, è sempre stata un motivo di grande interesse per l’autore bernese con origini spagnole, sin dal giorno in cui abbandonò il liceo per diventare muratore, e di quel mestiere – sui cantieri in mezzo a operai stranieri – erano proprio le storie dei suoi protagonisti ad affascinarlo.
In occasione delle giornate dedicate all’editoria di casa nostra organizzate dalla Sesi (Società degli editori della Svizzera italiana), Pedro Lenz incontrerà il pubblico questa sera alle 20.30 al Mercato Coperto di Mendrisio.
L’incontro, condotto da Simona Sala che del romanzo è la traduttrice, si svolgerà in italiano, lingua imparata da Lenz nel corso degli anni trascorsi sui cantieri.
L’autore, che si è spesso chinato anche su temi legati alla Svizzera, al multiculturalismo e al pluralismo linguistico, saprà sicuramente conquistare e affascinare anche un pubblico nuovo come quello ticinese, grazie a una verve insolita e a un sense of humour decisamente fuori dai classici canoni letterari. RED

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